LA STORIA DI LUCERA

LA STORIA DI LUCERA

La Piazza del Duomo, situata nel cuore della vecchia città medioevale, e' il salotto dl Lucera e viene considerata, non a torto, una delle cento piazze più belle d'Italia. A ciò contribuisce un contesto monumentale che, a dispetto della marcata diversità anagrafica, rende questo salotto davvero unico. La piazza e' dominata dalla solenne mole gotica della Cattedrale dedicata all'Assunta, che sorge sulle rovine della pregressa moschea rasa al suolo per volere dl Carlo II D'Angiò. Di impronta settecentesca sono il Palazzo Vescovile che, insieme a Palazzo Lombardi contribuisce a delimitare la piazza. Palazzo Cavalli, pur avendo una facciata dl chiaro gusto neoclassico, e' in realtà stato edificato in epoche diverse, a partire dalla seconda metà del seicento, e quindi ristrutturato più volte in un arco dl tempo che va dal 1803 fino al giorni nostri. Il portale e' maestoso e racchiuso da quattro robuste colonne dl stile dorico, ampiamente scanalate ed abbinate, che terminano con fregi impreziositi da elementi figurativi e bucrani sui quali corre per tutta la facciata una balconata sottolineata da un'elegante ringhiera in ferro battuto. L'ampia e luminosa corte, dl ascendenza rinascimentale, conduce ad una scalinata in pietra che termina in un loggiato a doppio ordine dl colonne che sorreggono i tre archi nelle cui trabeaziomi si leggono chiaramente alcuni detti latini di intento ammonitore quali: principium plus est quam dimidium oppure dimidium nonnunquam plus est quam totum. Altri ammonimenti sono incisi sugli architravi delle porte d'ingresso alla biblioteca ed agli appartamenti del piano superiore: non solum nobis - homo homini deus - honestis gaude - paucis familiaris - omnibus aequus. Della loro incisione non si conosce l'epoca che, comunque, deve ritenersi coeva agli ampi lavori dl ristrutturazione compiuti nel 1873. Il maestoso palazzo che e' dotato dl tutti i servizi (cantina, rimessa, cappella,ecc.) appartenne, nel corso dei secoli, ad alcune famiglie patrizie l’ultima delle quali, quella del Giordano ne fu proprietaria fino al 1845, anno in cui Giulietta Giordano e G.B. Riola, nella qualità di tutore dei tre figli minorenni avuti con Raffaella Giordano lo vendettero ai germani Achille e Matteo Cavalli che lo acquistarono per la somma di novemila ducati versati in tre rate dal 1845 fino al 1859. Il palazzo, ampliato e ristrutturato magnificamente dall'architetto Achille Cavalli nel 1873, si compone dl una quarantina dl stanze arredate con mobili che vanno dalla metà del settecento al tardo ottocento.

Appare subito chiaro ad un visitatore attento che all'interno della dimora e' assente la pomposità che caratterizza le residenze della borghesia meridionale emergente.

I mobili, le decorazioni, i tendaggi sono tutti dl sobria eleganza quasi a testimoniare il livello culturale dl una famiglia dl valenti giuristi che ne ha acquistato per ultima la proprietà.

La disposizione delle stanze e' tipica delle residenze palatiali: da un lato una successione dl camere da letto e dl sale da pranzo, dall'altro salottini, sala da biliardo, fumeria e cappella che costituiscono la cosiddetta ala dl rappresentanza.

Assai più decorato e' il salone delle feste, ove si possono ammirare lo sfarzo degli stucchi, il grande lampadario centrale dl cristallo, i tendaggi dl seta, divani, poltrone e poltroncine finemente tappezzate in seta damascata.

La cappella e' ricca dl elementi decorativi, con l'altare dominato da una grande tela del De Nigris rappresentante l'Addolorata. Alcune campane dl vetro racchiudono pregevoli statue dl santi.

Interessante e preziosa e' la biblioteca dl famiglia, situata al piano terra in tre ampi locali, dove in pregiate librerie in radica dl noce e palissandro sono conservati circa 6500 libri tra i quali numerose cinquecentine.

Essa costituisce la memoria storica della famiglia Cavalli, memoria che spesso sfocia in quella dl Lucera e della Capitanata. Numerosi i componenti della famiglia che hanno lasciato traccia, tra questi Matteo Cavalli, sindaco dl Lucera durante il drammatico periodo della Repubblica Partenopea nel 1799. Ancora più incisiva la figura dl Cosimo Cavalli, patriota e difensore dei diritti dei braccianti lucerini.

L’attività dl Cosimo e' stata riproposta all'attenzione della storiografia locale da Pasquale Soccio, insigne studioso della storia patria. All'indomani della promulgazione delle leggi per l'abolizione della feudalità (1806), la ripartizione delle terre demaniali avveniva secondo criteri di palese ingiustizia.

Nell'agosto del 1809 Cosimo Cavalli scrisse una lunga lettera dl denuncia al re Gioacchino Murat ed insistette in questa protesta fino a quando, nell'ottobre del 1810 Murat ordinò la destituzione della delegazione civica ed una nuova distribuzione dei terreni, affidandone l'esecuzione all'intendente dl capitanata Giuseppe Poerio, di cui Cosimo era molto amico. Il figlio di Giuseppe, Alessandro, poeta e patriota, scrisse un sonetto inedito ritrovato nel 1953 nella biblioteca della famiglia Cavalli e sottoposto alla valutazione positiva di Benedetto Croce. Quando Garibaldi conquistò Napoli era sindaco di Lucera l'architetto Achille Cavalli, il quale scrisse una lettera a Garibaldi nella quale sottolineava l'entusiasmo della popolazione lucerina dopo tanti secoli dl "abbietto servaggio". Un altro personaggio dl spicco dl questa famiglia e' stato il generale Ettore Cavalli, illustre matematico ed unico lucerino citato nell'enciclopedia Treccani per i suoi studi, ancora attuali, dl balistica. Nella biblioteca dl casa Cavalli, alla caduta del fascismo, per iniziativa dell'avvocato Carlo che ne finanziò la pubblicazione, nacque il primo giornale della libertà, che si impose quale efficace strumento dl educazione democratica. Oggi la biblioteca, riordinata e catalogata, ha una componente giuridica importante, come dimostra la raccolta della lex dall'unità d’Italia (1861) ai giorni nostri, ma anche spazi significativi in altri campi quali letteratura italiana e straniera, matematica, medicina, storia antica e moderna. Manca, purtroppo, una pregevole collezione di francobolli del Regno Unito, trafugata dalle truppe canadesi che requisirono ed abitarono il Palazzo durante l’occupazione alleata. Oggi Palazzo Cavalli, di recente ristrutturato, costituisce una importante testimonianza architettonica, ma soprattutto una parte significativa della memoria storica di Lucera.



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